IL “TEMPO PERSO” NELLA NOSTRA QUOTIDIANITÀ

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di come il tempo dedicato ad incontrare se stessi sia troppo spesso etichettato in modo negativo e di quanto invece abbiamo bisogno di un “tempo perso” da dedicarci. Cosa rispondere però a quella parte di noi controproducente e negativa che ci ripete “con le mille cose che hai da fare avere del tempo per te è un lusso”, “solo chi non ha un lavoro a tempo pieno o una famiglia a cui dedicarsi può permettersi di perdere tempo”, “se non ti dai da fare gli altri non ti riterranno mai importante”. Sono pensieri molto comuni che possiamo rivolgerci o che sentiamo che gli altri potrebbero avere nei nostri confronti. Questi tipi di giudizi sono proprio quelli che ci portano a correre e a distarci in mille modi per non dover fare i conti col malessere e l’insoddisfazione.

Non c’è una formula magica o una soluzione valida in assoluto per tutti o per qualunque stile di vita. Partiamo però da un presupposto fondamentale: dobbiamo sentirci protagonisti delle nostre scelte e capaci di poter dare voce a quelli che sono i nostri desideri. Troppo spesso ci sentiamo vittime delle circostanze, di non poter fare nulla per cambiare le cose, di essere troppo impegnati e troppo poco liberi. Non c’è giusto o sbagliato, l’importante è sentire di vivere una vita che ci siamo scelti o che stiamo facendo di tutto per poterci scegliere. Certamente ci saranno cose che sfuggono al nostro controllo, non siamo onnipotenti, ma la differenza sta con quale atteggiamento decidiamo di reagire anche agli imprevisti e alle situazioni dolorose che la vita ci mette davanti. La gestione del tempo fa parte di quelle variabili su cui possiamo agire proprio perché nessuno ce lo ridarà indietro, vale quindi la pena conquistarsi la possibilità di poter decidere come impiegarlo.

Gestire il nostro tempo non è un’utopia

Il lavoro, la famiglia, gli impegni, la mancanza di energie, di tempo…sono tante le motivazioni che possono portarci a pensare di non poter in nessun modo ritagliarci un momento all’interno della giornata per incontrare noi stessi. La verità però è che siamo noi a stabilire le nostre priorità ed ogni scelta che facciamo determina di cosa è fatta la nostra quotidianità. La gestione del tempo permette di dedicarci a ciò e a chi veramente teniamo, non ci sono scuse. Non dobbiamo fare l’errore di considerare sprecato il tempo che usiamo per arricchirci.

Quando ci sentiamo sopraffatti possiamo usare delle strategie

Ci sono diverse tecniche che possiamo usare per gestire al meglio il nostro tempo. Sono strategie che devono comprendere però la programmazione anche dei propri propositi di crescita personale, sociale ed emotiva e non solo impegni legati al dovere od obiettivi di performance. Il tempo è solo nostro e possiamo gestirlo in modo creativo in base alle nostre priorità, che devono riguardare anche gli appuntamenti con noi stessi.

La matrice permette di organizzare ciò che vogliamo o dobbiamo fare in base all’importanza e all’urgenza così da allineare le nostre attività ai nostri obiettivi. Dopo aver elencato le attività non dovremo far altro che inserirle in uno dei quattro quadranti:

  • Urgente e importante (attività da completare subito)
  • Importante e non urgente (attività da pianificare e completare in un secondo momento)
  • Urgente e non importante (attività che possiamo delegare a qualcun altro)
  • Non urgente e non importante (ciò che possiamo eliminare o tenere per ultime)

Una volta completato ciascun quadrante dovremo fare una scrematura di massimo 10 attività per ciascuno e cercare di completarle prima di aggiungerne di nuove.

Altre strategie che ho avuto l’occasione di leggere nel libro di Nicola Arcimboldi “Gestire il proprio tempo” sono:

• 𝗠𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗣𝗼𝗺𝗼𝗱𝗼𝗿𝗼 (dalla forma del timer usato da Francesco Cirillo, suo ideatore): fare una lista di ciò che dobbiamo fare, lavorare sulla prima cosa per 25 minuti senza interruzioni o distrazioni, fare una pausa di 5 minuti, ricominciare con altri 25 minuti di lavoro. Una volta concluse 4 fasi possiamo concederci un riposo di 30 minuti. Questo metodo permette di mantenere alta la concentrazione.

• 𝗠𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗦𝗠𝗔𝗥𝗧: definire ogni obiettivo in modo che sia Specifico (chiaramente definito), Misurabile, Accattivante (desiderabile), Realistico (realizzabile), Temporale (raggiungibile entro un certo tempo)

• 𝗠𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝟮𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶: annotare gli impegni più importanti e classificarli in base alla loro importanza, il giorno seguente procedere seguendo l’ordine e consultare, ad ogni compito completato, la lista per eventualmente modificarla in base a nuove idee o intuizioni

È importante essere flessibili e creativi per riuscire a calare ogni metodo nella propria realtà, dandoci il tempo di sperimentarlo giorno per giorno e vedere quale, o le combinazioni di quali, possa essere più efficace per noi. L’importante è non considerare il “tempo perso” un tempo di serie B a cui non è necessario dare importanza. L’appuntamento con noi stessi deve sempre rientrare nella lista delle “cose da fare”.

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