Crisi di coppia: qualche suggerimento utile su come affrontarla

“Siamo in crisi?”

Se è questa la domanda che ti frulla per la testa questo articolo potrebbe fare proprio al caso tuo.

Non ti prometto di riuscire a risolvere su due piedi il tuo problema ma di darti degli spunti utili per riflettere sulla tua coppia e sul perché questa domanda si sia infilata tra i tuoi pensieri.

Partiamo dall’inizio: quando possiamo dire che nasce una coppia?

Una coppia nasce quando due estranei, incrociando uno la vita dell’altra, avvertono un’attrazione reciproca e sentono quindi che da quell’incontro può nascere un legame.

Ciò che ti guida verso l’altro è il tuo bagaglio di desideri e aspettative, spesso inconsapevoli, che spesso sono rimasti irrisolti ed inesauditi e a cui vorresti che l’altro fosse in grado di rispondere.

Nel legame, frutto di quell’incontro, questi aspetti trovano il modo di incastrarsi tra loro e, in quel momento, tra te e il tuo partner si stringe una sorta di patto implicito.

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Come ci si innamora?

Il corteggiamento è il primo passo verso l’innamoramento: quel momento in cui vivi l’attrazione in modo istintivo e poco razionale.

Senti forte la passione, il desiderio di contatto e la voglia di trascorrere più tempo possibile con l’altra persona.

Durante l’innamoramento ti accorgerai ben presto di avere la tendenza a perdere il contatto con la realtà, idealizzare il tuo partner, di cui vedrai maggiormente gli aspetti positivi e di somiglianza, lasciando in secondo piano i suoi limiti.

Il tuo cuore in questo momento si trova a prevalere sulla ragione e sei portato a fantasticare e sognare.

Quello che andrai a ricercare è una corrispondenza del tuo ideale, che proviene dai modelli familiari, nella vostra relazione.

Il rapporto che hai con i modelli familiari può essere essenzialmente di tre tipi:

  • Di somiglianza se senti di aver ricevuto dalla tua famiglia d’origine un modello positivo di come si sta in coppia. il tuo desiderio sarà quello di volerlo riproporre anche nella tua relazione. Questo potrebbe essere una cosa positiva ma devi prestare attenzione a non idealizzarlo eccessivamente per non rischiare che qualsiasi altra relazione risulti perdente nel confronto.
  • Di differenza se invece hai vissuto in modo negativo gli esempi di coppia che hai sperimentato nella tua famiglia. Sarai spinto a volertene distanziare e portare nella tua relazione un modo del tutto nuovo e diverso di stare in coppia. Il rischio che corri in questo caso però è quello di non riuscire a prendere nulla di buono da un vissuto che comunque fa parte di te e che non si può annullare.
  • Intermedio che ti permette di non metterti né ad un estremo né all’altro. In questa posizione avrai più possibilità di riuscire ad individuare quelle parti del tuo modello che ti vuoi portare via ed integrarle con altre che invece puoi introdurre ex novo nella tua relazione. In questo modo assumerai una posizione maggiormente evolutiva in quanto ti permetterai di non ambire a tutti i costi ad un modello ideale irraggiungibile ed idealizzato ma neanche di non gettare al vento tutto ciò che hai potuto vivere nella tua famiglia d’origine.

Questi modelli fanno parte di te, volente o nolente, e anche in una fase apparentemente irrazionale come quella dell’innamoramento entrano in gioco e ti orientano nell’incontro con l’altro.

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Cosa succede dopo essersi innamorati?

Le farfalle nello stomaco possono durare in eterno?

Avrai sperimentato in prima persona che quello che provi nelle prime fasi di una relazione è unico e irripetibile.

Con il passare del tempo quell’attrazione e quel desiderio diventano qualcos’altro e si trasformano in quello che viene chiamato “amore maturo”.

In questo secondo momento la ragione riprende a funzionare e ti permette di uscire dalla fase illusoria e di iniziare a vedere non solo i pregi e le somiglianze, ma anche i limiti dell’altro e le differenze che possono esserci tra di voi.

Questo non ti deve spaventare perché è proprio cominciando a vedere l’altro per ciò che è che la relazione può avanzare, arricchendosi di nuove sfaccettature e potendosi incontrare in uno scambio costruttivo.

Per costruire una coppia solida è necessario imparare a mettersi in discussione e, contemporaneamente, vedere il partner per ciò che è, con pregi e difetti.

La disillusione infatti rappresenta una fase costruttiva in cui recuperi il senso di realtà e riesci a vedere ed accettare anche i limiti dell’altro.

A questo punto potrà emergere nel tempo il desiderio di dare una nuova forma alla relazione e di poterla vivere nella sua quotidianità.

Ecco allora che ti troverai davanti a quello che possiamo chiamare “evento critico” e che è rappresentato dal matrimonio o dalla convivenza.

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Come si arriva ad essere in crisi?

Spesso i momenti di crisi coincidono con particolari “eventi critici” come il matrimonio, la convivenza, oppure la nascita di un figlio.

Sono eventi che mettono a dura prova la resistenza di un rapporto e per fronteggiarli è necessario attingere a tutte le risorse di cui si dispone per riuscire a raggiungere un nuovo equilibrio.

Ogni crisi, come ogni relazione, ha delle caratteristiche uniche ma possiamo comunque individuare alcuni “campanelli d’allarme” che ti potrebbero aiutare a riflettere sulla tua coppia e capire cosa sta andando storto.

  • Ti senti distante dal partner. È una distanza che riguarda il piano emotivo ed affettivo. Se tra voi c’è poca condivisione ed è venuta a mancare la piacevolezza dello stare insieme significa che faticate a vivere in modo pieno la dimensione di coppia. Questo può essere dovuto a molti fattori tra cui la routine, vecchi rancori od eventuali distrazioni che vi hanno portato in direzioni diverse.
  • Fate fatica a comunicare. Non parlo di un passaggio di informazioni ma di riuscire a far arrivare a chi ti sta vicino ciò che provi, i tuoi sentimenti e i tuoi vissuti. Se non riesci a condividere un aspetto così intimo ecco che la distanza aumenta e il sentimento rischia di affievolirsi ulteriormente.
  • Manca la voglia di passare del tempo insieme. Quando si arriva a perdere la voglia di condividere il proprio tempo con l’altro e diminuiscono le occasioni di condivisione, significa che c’è qualcosa che non va.
  • Hai un calo del desiderio. La sessualità è strettamente connessa alla qualità della relazione. Il distacco fisico è un distacco relazionale che viene comunicato anche attraverso il corpo.
  • Fatichi a pensare ad una progettualità comune e non ti viene più da fantasticare su un futuro che ti veda insieme al tuo partner.

pexels-photo-984949“Come siamo arrivati a questo punto?

Il momento di crisi può arrivare proprio perché le aspettative per cui la vostra coppia si era unita sono state deluse. In questo caso è necessario chiederti se senti di stare meglio e di avere possibilità di crescita continuando a stare nel legame o se invece è più utile che ognuno vada per la propria strada.

La relazione che stai vivendo rappresenta ancora per te una possibilità di crescita?

Un legame può rappresentare un’opportunità incredibile di crescita individuale ma se questa possibilità viene meno è necessario farsi delle domande.

Cosa si può fare?

I sentimenti che vivi quando ti rendi conto che la tua coppia è in crisi possono essere molteplici, si mischiamo rabbia, dolore e paura.

La crisi poi può portare a diversi esiti rappresentando in ogni caso un momento utile per la relazione volta a fare il “punto della situazione”, per capire in quale direzione vuoi che la tua coppia vada e quali sono i desideri e i progetti.

È importante in questa fase essere il più possibile sinceri sia nei confronti di se stessi che dell’altra persona.

La crisi in una coppia è qualcosa che si costruisce nel tempo e non un evento inaspettato.

Ci vogliono mesi o anni di incomprensioni, rancori, cose non dette per arrivare al fatidico “punto di rottura”.

Se l’hai raggiunto è arrivato quindi il momento di guardare negli occhi il tuo partner e dirgli le cose come stanno, dare un nome ai problemi senza paura di perderlo ma aprendoti in modo autentico.

È inutile e controproducente rimandare la questione, anche se questo comporta dover fare i conti con la possibilità di un risvolto negativo.

L’esito della crisi dipende da quanto senti che la coppia abbia ancora abbastanza risorse da poter essere rilanciata.

È importante chiederti se c’è ancora la possibilità, e soprattutto la volontà di entrambi, di portare avanti la relazione.

d-ng-h-u-CCjgYjUudxE-unsplashOgnuno deve prendersi la responsabilità di questa scelta e portarla avanti, sia che si decida di continuare a stare insieme sia che si decida di lasciarsi.

Sulla posizione che si decide di prendere però non si può essere ambivalenti perché questo rischia di confondere sia se stessi che l’altro.

Ovviamente la decisione da prendere non è affatto semplice e per questo morivo è necessario darsi un tempo e non fare scelte affrettate ed istintive.

Il tempo che decidi di darti deve però essere il più possibile limitato e definito per non rischiare di procrastinare eccessivamente, ma che ti permetta di riflettere e di connetterti con ciò che veramente vuoi.

Se pensi che la tua coppia abbia sufficienti risorse la domanda che sorge è: come si può rilanciare il rapporto?

  • Rifletti su cosa puoi mettere di tuo per superare questo momento di difficoltà più che pensare a cosa vorresti che l’altro cambiasse. Spesso si ha infatti la tendenza a prestare maggior attenzione a ciò che vorremmo dall’altro più che guardare cosa noi stessi potremmo mettere di nuovo.
  • Prendi atto che il tuo partner è altro da te e quindi ha desideri e bisogni propri, che possono essere anche diversi dai tuoi. Le aspettative che metti sugli altri e sulle relazioni che intrattieni possono giocare brutti scherzi perché portano a sentirti costantemente insoddisfatto e frustrato.
  • Sarà un processo lungo che richiede impegno e costanza. Non è detto che mettendo in atto nuove strategie le cose migliorino istantaneamente.
  • Non avere paura di chiedere aiuto se senti che la coppia fatica ad “arrangiarsi da sola”. Non c’è nulla di male a rivolgersi ad un professionista che potrebbe aiutarvi a costruire nuovi strumenti da mettere in gioco nella vostra relazione.

Quando invece la sensazione è che le risorse della tua coppia si siano esaurite, la domanda che ti puoi fare è: come affrontare la fine della relazione?

Se ti sei reso conto che la tua relazione è arrivata al capolinea è comprensibile provare un forte senso di smarrimento.

La fine di una relazione rappresenta un vero e proprio lutto.

Ti trovi a dover a dover fare i conti con la mancanza dell’altra persona e di tutto ciò che essa rappresenta, della quotidianità e delle abitudini condivise. Sono molte le emozioni che si alternano in questo particolare momento: sofferenza, delusione, rabbia, amore.

Sicuramente ti starai facendo delle domande:

Come posso evitare di essere sopraffatto dalle emozioni?

C’è un modo per non soffrire troppo?

luis-galvez-I8gQVrDcXzY-unsplashStrategie per superare la fine di una relazione

Prima di tutto tieni a mente questo consiglio: non bisogna demonizzare il dolore.

Nessuno vorrebbe provare una sensazione negativa ma ci sono momenti della vita in cui ti puoi concedere di stare male. Ascoltati e datti il tempo che ti serve per stare nel tuo dolore. È fondamentale per poi uscirne.

Fai quello che ti senti e, se per un certo periodo il tuo desiderio è quello di lasciarti un po’ andare, non fartene una colpa.

Arriverà il momento in cui dovrai impegnarti per ricostruire una nuova immagine di te.

Non sto parlando di apparenza, ma proprio di identità.

Stare in coppia modifica (lo abbiamo visto prima) sia il modo in cui noi stessi ci percepiamo, che quello in cui gli altri ci percepiscono.

Quando finisce una relazione devi ricostruire una nuova immagine di te, riappropriandoti di ciò sei. È la tua opportunità di riprendere in mano i tuoi spazi, i tuoi interessi e tutte quelle occasioni che avevi trascurato.

È il momento inoltre per investire su nuove relazioni. Queste relazioni possono essere amicizie che avevi lasciato in secondo piano o conoscenze del tutto nuove che possono offrirti dei momenti di svago per recuperare un po’ di leggerezza.

Quando finisce una relazione è importante circondarsi di altre relazioni che possano nutrirci.

Devi evitare però il più possibile di negare o reprimere ciò che stai provando.

Riuscire a tirare fuori ciò che stai vivendo ti permette di poterlo guardare, di viverlo fino in fondo e di accettarlo per poter ripartire.

Scegli la modalità che senti a te più affine: scrivere, disegnare, dipingere, piangere, parlare con un amico o un familiare oppure, se senti la necessità, cercare un sostegno professionale.

Per sentirti meglio ti può anche essere utile riflettere su ciò che di buono ti puoi portare via dalla fine della relazione e ripartire con un atteggiamento di sfida e di voglia di cambiamento.

Trovarti solo con te stesso ti permette di capire ciò che realmente vuoi e non vuoi, di metterti in gioco ascoltando i tuoi bisogni e desideri.

Qualsiasi sia l’esito e il significato della crisi che ti trovi a vivere coglila il più possibile come un’occasione per prendere in mano la situazione.

Troppo spesso ci limitiamo a fare scorrere ciò che ci capita senza sentire di poterci fare veramente qualcosa.

Se però senti che c’è qualcosa che non va, che non ti fa sentire bene, non trascurarlo ma dai a ciò che provi il valore che merita.

Rifletti su cosa puoi fare per cambiare la situazione ed eventualmente, se ne senti la necessità, non avere paura di chiedere aiuto.