NOI, I PEGGIORI CRITICI DI NOI STESSI

Non sei abbastanza, hai fallito di nuovo, gli altri ce l’hanno fatta, sei sempre il/la solito/a…questi sono solo alcune dei pensieri che spesso affollano la mente di chi ha la tendenza a giudicarsi e criticarsi costantemente in ogni occasione. Sono “solo” pensieri eppure hanno il potere di sabotarci, di demoralizzarci, di non farci nemmeno tentare e quindi di bloccarci dove siamo, paralizzati.

Cosa ci porta a formulare questo tipo di pensieri pur sapendo che vanno contro il nostro benessere?

Credo che la risposta più immediata sia una: siamo i peggiori critici di noi stessi. Quante cose che, se vengono fatte dagli altri, tendiamo a giustificare mentre quando siamo i primi a compierle ci mettiamo poco a condannare? Perché se vediamo qualcuno in difficoltà proviamo a comprenderne le ragioni mentre se siamo noi a sentirci in difetto ci cataloghiamo come deboli e fragili?

Il giudizio troppo severo nei confronti di se stessi, pretendere di dare sempre il meglio, di non cedere, di essere all’altezza delle proprie aspettative alle volte può diventare pericoloso. Non è sbagliato di per sé puntare in alto ma se questo diventa un modo per non sentirsi mai abbastanza, tenderemo a percepirci sempre mancanti e non in grado di essere o fare ciò che vorremmo.

Come uscire da questo ruminio di pensieri che causa ansia e frustrazione?

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Innanzitutto prova a guardarti con occhi diversi. Se ti metti da un altro punto di vista cosa vedi? Una persona totalmente incapace o qualcuno che ha anche dei punti di forza? Ci sarà una cosa, anche piccola, in cui ti senti capace. Poterselo riconoscere fornisce quella dose di fiducia in se stessi di cui spesso si ha tanto bisogno.

Per molte persone inoltre scrivere aiuta a fissare le idee e a darsi la “carica”. Inizia a scrivere su di un piccolo quaderno ogni giorno qualche frase di cui senti di avere bisogno nei momenti in cui sei più in difficoltà. Provi ansia per qualcosa che dovrai affrontare e non ti senti all’altezza? Cosa vorresti dire a te stesso/a in quei momenti? Se dovessi incoraggiare una persona a cui tieni cosa le diresti?

Spesso la chiave è banalmente volersi bene e riuscire ad avere un atteggiamento di gentilezza e di comprensione verso se stessi. Quando siamo i giudici più spietati di noi stessi diventiamo intransigenti e severi rispetto ai nostri sbagli e alle nostre fragilità.

Cosa succederebbe se provassimo ad essere più indulgenti nei nostri confronti? Se smettessimo di giudicarci e autocriticarci?

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Non significa non voler vedere ciò che non va in noi e non volerci più migliorare, ma permetterci di vivere con maggior serenità quelle parti di noi che fatichiamo ad accettare perché imperfette. Rappresenta la possibilità di entrare in contatto con la nostra natura umana, che è fatta anche di momenti di difficoltà e di cedimento.

Essere meno intransigenti nei propri confronti ci motiva ad accogliere questi aspetti con consapevolezza e amorevolezza, non giudicandoci, ma permettendoci di raggiungere un miglior benessere emotivo e ponendo l’accento sulla propria crescita personale.


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