MERAVIGLIARSI: UN’ARTE DA NON PERDERE

Cosa significa per te meravigliarsi? Questa parola a me evoca lo stupirsi, non credere ai propri occhi, sorprendersi. Per un bambino sono esperienze praticamente all’ordine del giorno. Ogni cosa diventa scoperta, curiosità e desiderio di sapere il perché. Crescendo molto di ciò che un tempo ci meravigliava perde valore, diventa quasi invisibile perché scontato. Quei piccoli dettagli che forse una volta ci avrebbero ammaliato ora passano sempre più spesso inosservati.

Per questo motivo considero la capacità di meravigliarsi un’arte da coltivare, da non perdere. Innanzitutto perché è un atteggiamento che ci mette in un diverso stato d’animo quando ci approcciamo alla realtà che ci circonda. Quando ci mettiamo in una disposizione di apertura, di curiosità, tutto ai nostri occhi apparirà sotto una luce nuova.

Riuscire a meravigliarsi implica la capacità di stare nel momento. Se la nostra mente infatti è distratta da pensieri e preoccupazioni si faticherà ad immergersi completamente in ciò che stiamo sperimentando. Assaporare ogni dettaglio, ogni profumo ci permette di godere appieno di ciò che stiamo vivendo.

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Come poterci allenare in questa trascurata ma così preziosa arte?

  • Prendersi del tempo per e con se stessi (puoi leggere un articolo proprio su questo argomento cliccando qui).

Quando siamo da soli  riusciamo a prestare maggior attenzione a ciò che ci circonda e a ciò che stiamo vivendo senza facili distrazioni.

  • Non dare nulla per scontato

Nella vita quotidiana tutto scorre e pensiamo che così debba essere. Che una farfalla si posi su un fiore, che il sole sorga e tramonti, che qualcuno per caso ci sorrida. Tutto ciò invece racchiude un valore inestimabile se solo possiamo guardarlo.

  • Recuperare la nostra parte bambina

Antoine de Saint Exupery nel suo “Il Piccolo Principe” diceva proprio che “Tutti i grandi un tempo sono stati bambini ma pochi se lo ricordano”. Recuperiamo allora quel bambino che si entusiasma vedendo il mare, un campo di lavanda, la luna piena..

  • Non vergognamoci quando ci emozioniamo

Chi è particolarmente sensibile può venire additato come quello “piagnucolone” che si commuove per qualsiasi cosa. Siamo portati spesso a nascondere ciò che proviamo per paura del giudizio altrui ma se di fronte ad un tramonto ci emozioniamo che male c’è? Facciamolo senza paura.

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Ogni piccolo dettaglio nel nostro quotidiano può essere occasione di meraviglia, motivo di allenamento in quest’arte troppo spesso dimenticata. Esercitiamoci a cogliere ed accogliere le piccole cose, anche in quelle giornate in cui non ci sembra ci possa capitare niente per cui meravigliarsi. È proprio in quei giorni che abbiamo più bisogno di notare ciò per cui sentirci grati.

Sulla mia pagina facebook pubblico contenuti che spero possano offrire spunti di riflessione e di arricchimento, se ancora non mi segui basta cliccare qui.


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