UN TEMPO PER E CON SE STESSI: LA SOLITUDINE COME NUTRIMENTO

La solitudine ad alcuni fa un po’ paura. Stare da soli può essere destabilizzante perché non avere qualcuno accanto con cui condividere un certo momento può farci sentire che manchi qualcosa. Spesso poi la sensazione è quella di non aver scelto attivamente quello stare da soli ma di aver subito tale condizione.

Per molti  la solitudine da sempre rappresenta qualcosa da evitare. Può essere che fin da piccoli pur di non stare da soli eravamo portati ad invitare costantemente amichetti per giocare insieme a casa o ci inventavamo qualsiasi cosa per scappare dalla sensazione spiacevole di essere soli. Eppure capita a tutti di trovarsi comunque a vivere dei momenti particolari e non avere nessuno con cui condividerli. In quelle occasioni ci possiamo sentire abbandonati e non voluti, anche se magari non c’è un reale motivo che ci debba far pensare ciò.

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Imparare ad apprezzare il tempo con me stessi è un obiettivo che ognuno può raggiungere, anche se non sempre è facile. Ci sono comunque momenti di malinconia ma prenderci del tempo per stare con se stessi è qualcosa di prezioso.

Quali sono i vantaggi di stare da soli?

  • Poterci ascoltare con un po’ più di attenzione.

Quando siamo con qualcuno spesso la tendenza è quella di preoccuparci di intrattenerlo, di chiedergli cosa preferisca fare, di accordare i nostri ritmi ai suoi. La condivisione senz’altro è un valore aggiunto a molte esperienza ma ogni tanto non è bello poter fare e muoversi solo secondo i propri ritmi?

  • Immergerci totalmente nell’esperienza.

Quando facciamo un’esperienza con qualcuno sentiamo il desiderio (e a volte anche il dovere) di commentarla. Se non siamo poi così in confidenza vogliamo riempire i silenzi, chiacchierare, e questo può togliere quegli aspetti più riflessivi del vivere l’esperienza stessa. Quando siamo da soli con i nostri pensieri non possiamo fare altro che stare, non c’è nulla a distrarci da ciò che abbiamo davanti agli occhi.

  • Connetterci agli altri.

Può sembrare paradossale ma quando si affronta un’esperienza da soli si è in grado di apprezzare in modo diverso anche gli incontri con gli altri. Se pensate ad una passeggiata in montagna o sui colli, mentre siete da soli, ogni persona che si incrocerà sul proprio cammino, ogni saluto scambiato, avrà un valore diverso.

  • Apprezzare le esperienze condivise.

Sentire di poter scegliere di vivere un’esperienza con qualcuno o da soli ci fa sentire liberi. Non subiamo l’essere da soli così come non scegliamo di stare con qualcuno perché abbiamo paura della solitudine. Semplicemente sappiamo di poter affrontare certe esperienze da soli, e se ne abbiamo voglia lo facciamo, ma se decidiamo di farlo con qualcuno è desiderio e non necessità.

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Come per ogni vissuto, la differenza sta nel modo in cui noi ci rapportiamo ad esso. Se viviamo la solitudine come mancanza o circostanza subita ci sentiremo soli e abbandonati, non voluti e indesiderati. Se invece cogliamo quelle occasioni in cui ci troviamo da soli, o scegliamo noi stessi di esserlo, come opportunità di arricchimento e di crescita, queste avranno tutt’altro sapore.

Sulla mia pagina facebook pubblico contenuti che spero possano offrire spunti di riflessione e di arricchimento, se ancora non mi segui basta cliccare qui.


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