“SCUSA”: COME UNA SEMPLICE PAROLA PUÒ SALVARE UN RAPPORTO

Quante sono quelle parole apparentemente banali e semplici che fatichiamo a dire? Parole che racchiudono significanti importanti, parole che avrebbero il potere talvolta di cambiare il corso delle cose e che, nonostante questo, non riusciamo a dire.

“Scusa” è proprio una di quelle.

Scusarsi implica il giustificare un errore, una colpa o una mancanza che abbiamo avuto nei confronti di un’altra persona. Ammettere di aver sbagliato spesso richiama il mettersi in una posizione di inferiorità rispetto all’altro. Chiedere “scusa” significa mettersi in discussione ed è una cosa che non sempre siamo pronti a fare. Eppure quanti litigi potrebbero non avere seguito se uno dei due pronunciasse quella parola? Ovviamente non dicendola in modo formale e svuotandola di significato giusto perché l’altro si calmi ma come espressione della volontà di riflessione su se stessi.

“Scusa” nelle diverse culture…

La scrittrice Laura Imai Messina, nel suo libro Wa, dice che I giapponesi chiedono sempre SCUSA, anche quando sanno di non avere torto. È parte del concetto di 謙遜 (kenson), ovvero della modestia, la capacità di abbassare il capo per domandare perdono. Lo scopo, spesso, è solo quello di calmare l’interlocutore in modo tale da impostare successivamente una comunicazione più serena durante la quale spiegare con garbo le proprie ragioni o investigare, senza animosità, il punto di vista dell’altro. Si tratta di una tecnica che i giapponesi hanno sviluppato nei secoli per rendere più armonioso il loro rapporto interpersonale. E se si ha torto bisogna scusarsi chinando il capo profondamente, senza produrre 「言い訳, inutili “scuse”.

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Ecco allora che anche culturalmente l’uso che si fa della parola “scusa” può assumere significati diversi. Può mettere l’altro in una diversa disposizione d’animo che permetta uno scambio più costruttivo che distruttivo, rendere più armoniose le relazioni che intratteniamo con gli altri. Per noi può sembrare inconcepibile chiedere scusa anche quando sappiamo di non avere torto, fatichiamo a farlo anche quando sappiamo di aver sbagliato. Eppure in altre culture si è più portati ad orientare le proprie azioni e i propri pensieri in base a chi si ha di fronte. Giusto o sbagliato che sia, questo può offrire un diverso punto di vista e utili spunti di riflessione.

“Scusa” nelle relazioni…

In qualsiasi tipo di rapporto la parola “scusa” può racchiudere un grande potere. In una relazione di coppia, ad esempio, capita che nessuno dei due voglia cedere. Chiedere scusa rappresenta infatti un dichiararsi sconfitti, un ammettere di aver perso nella discussione. Se invece iniziassimo a vedere questa parola come un gesto che si compie per entrambi, per potersi confrontare più serenamente tutto cambierebbe.

Ci sono coppie che finiscono con il rovinare il proprio rapporto a causa di queste mancanze. Non ci si vuole dimostrare deboli, ci si arrocca sulle proprie posizioni (spesso anche sapendo di avere torto) pur di non darla vinta all’altro. Ma una coppia in fondo non è una squadra? L’interesse di entrambi non è “lavorare” affinché la relazione funzioni? Nonostante questo si cade nella competizione, nel voler essere sempre dalla parte del giusto, migliore dell’altro che invece continua a sbagliare, a non essere all’altezza delle nostre aspettative. L’orgoglio in questo caso può essere un grande nemico.

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Scegliere di cambiare modo di vedere le cose, di poter vedere la parola “scusa” come un gesto non di debolezza ma di gentilezza e di invito al dialogo può fare la differenza, in qualsiasi rapporto e in quello di coppia in particolare. Può essere una piccola promessa che facciamo a noi stessi, “la prossima volta che mi troverò a discutere proverò a scusarmi, perché non è qualcosa che mi rende mancante ma che può arricchire questo rapporto”.

Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di fare questo piccolo questionario. Sono poche domande che potrebbero esserti utili per iniziare a capire meglio la tua coppia.

Sulla mia pagina facebook pubblico contenuti che spero possano offrire spunti di riflessione e di arricchimento, se ancora non mi segui basta cliccare qui.


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