Il Natale: tra incubo e piacevolezza

Il Natale è sempre più vicino e spesso, oltre ad essere un’occasione per riunirsi con la gioia e il piacere di stare insieme, rappresenta un momento di tensione in cui emergono problematiche, stress e sensi di colpa.

Una prima causa di disagio è rappresentata da quelle tradizioni che ci si sente in dovere di rispettare anche se non vengono vissute come proprie e che non sempre rispecchiano i propri desideri. Da chi si fa la cena della vigilia? E il giorno di Natale dove lo si passa? Chi fa da mangiare? E quello che verrà preparato piacerà o sarà criticato? Spesso per accontentare tutti ci si sottopone ad estenuanti tour de force in modo che nessuno si senta escluso o meno importante, ci si forza a fare ciò di cui non si avrebbe voglia e si passa del tempo con persone che magari per tutto il resto dell’anno non si sono viste.

Riunirsi con parenti che non si vedono da tempo può essere vissuto come una prova d’esame, potrebbero venire poste domande scomode circa la propria vita a cui probabilmente non si ha voglia di rispondere. Quando ti laurei? Non sei ancora sposato? E i figli?  Questo può far sentire giudicati e frustrati perché ognuno vorrebbe sempre mostrare il meglio di sé.

Ma il Natale è quindi solo una festa da incubo?

Assolutamente no ed è importante sentirsi in ogni caso liberi di scegliere e di muoversi nelle situazioni per come ci si sente, sapendo cogliere anche il positivo al di là dello stress e delle tensioni.

Innanzitutto oltre a quei regali fatti per dovere ci sono quelli pensati, quelli fatti perché si tiene all’altra persona e che possono far vivere un senso di vicinanza e di coinvolgimento. Il Natale può essere inoltre l’occasione per rinsaldare vecchi legami, per riscoprire il piacere di stare insieme, per ritrovarsi tra generazioni. Nonostante le possibili discussioni si può ritrovare il calore di casa, soprattutto per chi vive lontano, e andare oltre le incomprensioni. La chiave è concentrarsi su quegli aspetti che rendono il Natale una festività magica, con un’atmosfera che la contraddistingue da tutte le altre. Ognuno può darle il significato che ritiene più affine a sé, senza sentirsi in obbligo di rispettare etichette o dettami dati da altri. E se proprio qualche parente è difficile da tollerare si può sempre far esercizio di assertività!

Questa festività ha in sé sia aspetti negativi che positivi ma sta a noi capire come scendere a compromessi e bilanciare ciò che ci sentiamo in dovere di fare con ciò che invece abbiamo voglia di fare, per viverla appieno e tenere lontano il più possibile lo stress e la frustrazione.

Queste riflessioni mi portano a pensare ad un cartone che guardo con piacere fin da quando ero piccola, The Nightmare Before Christmas, in cui il protagonista stanco dell’atmosfera halloweeniana in cui vive decide di avvicinarsi al Natale e cerca di scoprirne il significato con risultati inizialmente disastrosi. Solo quando capirà che non è necessario riproporre alla lettera questa festività ma renderla propria, riuscirà a viverla e farla vivere a chi gli sta intorno in modo pieno e gratificante. Ognuno quindi dovrebbe vivere il Natale nel modo che più sente nelle proprie corde pensando a come stare bene con gli altri, andando loro incontro ma sempre rispettando se stessi e ciò che ci si sente. Solo così il Natale non sarà un incubo, ma una vera festa di condivisione.

“Eppure ci dev’essere una qualche maniera logica di spiegare questa cosa del Natale.”

– Jack Skellington –

Dott.ssa Anna Galtarossa


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